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Visualizzazione dei post con l'etichetta scultura

LIONEL SMIT: "I love the connections beetwen sculpture and painting”

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LIONEL SMIT: "I love the connections between sculpture and painting” Lionel Smit nasce trentacinque anni fa a Pretoria, capitale amministrativa del Sudafrica e intraprende gli studi artistici seguendo le orme del padre scultore Anton. La sua formazione è inizialmente mirata al mondo della scultura poi le sue ambizioni artistiche si ampliano verso la pittura e la serigrafia. Come artista contemporaneo si cimenta nella video-art e nelle installazioni pubbliche. La tecnica da lui adottata in scultura è quella tradizionale della cera persa nella fusione del bronzo. Nella pittura le sue opere sono andate via via ingrandendosi come lui dice attraverso una lente d’ingrandimento, ridimensionandone le forme, da tele a teleri, da piccole teste a enormi bronzi.  Nelle sue mostre spicca lo studio monotematico per il volto umano femminile, non per le sue peculiarità in quanto effige che può rimandare a ricorrenti concetti storici di status ,  ma come ricerca verso un emozi...

Il pesante riciclo di César Baldaccini

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Il pesante riciclo di César Baldaccini César Baldaccini (Marsiglia, 1921-Parigi, 1998) “Io l’arte contemporanea non la capisco proprio!” è la frase più pronunciata di chi non riesce a vedere l’arte dei nostri giorni;  si potrebbe ribattere dicendo se quello che avviene nel mondo ai nostri giorni sia più chiaro...    La  recente  cronaca  ci porta a pensare ad artisti come César Baldaccini piuttosto che alla triade rinascimentale italiana, nel vedere le immagini degli attentati terroristici, così come la disperazione umana è più riconducibile all’ Urlo di Munch se si vuole rappresentare, estremizzando, il termine di attualità storica. Non che con questo voglia dire che l’arte debba assumere un ruolo sociale univoco ma che riflette e anticipa gli eventi, questo sicuramente sì. Il francese César inizia il suo periodo più proficuo negli anni Sessanta quando contemporaneamente a lui Andy Warhol fotografa le scene degli incidenti mortali...

IL TRONO DISARMANTE di KESTER Cristóvão Estavão Canhavato

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IL TRONO DISARMANTE di Kester -  Cristóvão Estavão Canhavato Durante una visita al British Museum di Londra nella zona all’arte contemporanea dedicata all’Africa, Oceania e Americhe c’è un’opera di Cristóvão Estavão Canhavato chiamata Thron of weapons, (2002) che mi ha particolarmente colpito. L’opera fu selezionata con altre cento dal museo londinese con l’importante compito di rappresentare i vari paesi del mondo contemporaneo. Canhavato è un artista nato a Zavala, nel sud del Mozambico, il 15 luglio del 1966 e da bambino assistette alla decolonizzazione del suo paese dal Portogallo conclusasi nel 1975. L’ex-colonia si dichiarò subito marxista e leninista affiliandosi alla politica comunista dell’Unione Sovietica che la sostenne, economicamente e militarmente, fino alla guerra civile (1977-1992) generando due fazioni contrarie e causando più di un milione di vittime. Dopo la caduta del muro di Berlino il comunismo perse le sue aderenze anche nelle politiche estere e non ...

Le maschere di Romuald Hazoumé

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“Ho restituito all’Ovest ciò che gli appartiene, ciò che la società dei consumi rifiuta e che ci invade ogni giorno” R.Hazoumé E’ ciò che l’artista beninese offre all’arte contemporanea dalla metà degli anni Ottanta con spirito critico di denuncia, non poco graffiante, verso una società di consumo che tutto divora e trasfigura.  Rinnovo il mio concetto di riuso nell’arte come sempre vivo e sono convinta che la plastica si presta adeguatamente come materia prima più diffusa. E’ il “bidon” o tanica di plastica usata generalmente per il trasporto di liquidi che Romuald impiega e piega, scaldandola e donandole una nuova forma, una sorta di Art Brut ragionata.  Nato nel 1962 in un clima biculturale diventa famoso con opere come la Bouche du Roi (1997-2005) che viene esposta al bicentenario dall’abolizione della schiavitù e acquistato dal British Museum di Londra. Nelle sue installazioni di mixed-media le forme da lui plasmate danno espression...

EL ANATSUI La luce e il colore, le trame svelate

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 El Anatsui La luce e il colore, le trame svelate  E’ il vento africano, ghibli o scirocco, che dir si voglia, che sta soffiando sul mondo dell’arte, qualcosa di nuovo, con personaggi come El Anatsui. I più importanti musei del mondo e i collezionisti privati stanno acquistando le sue opere molto apprezzate e ricercate. El Anatsui nasce 73 anni fa in Ghana ma si trasferisce in Nigeria, dove insegna all’università e forma con altri artisti nel 1970 il Nsukka Group. L’interesse del gruppo è l’arte contemporanea e la sua onda di novità capace di conquistare il mercato dell’arte. Il suo successo è dovuto alla capacità di saper mescolare le tradizioni locali con i materiali riciclati attraverso tecniche eterogenee tradizionali e non. Del 2007 è Earth’s Skin in alluminio e gomma di copertone di ben 4,5 metri per 10, riunito nella grande retrospettiva che il Brooklyn Museum gli dedica nel 2013 intitolato Gravity and Grace: Monumental Works by El Anatsui. Enormi ...