Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Vasari

Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia - Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso – dal 18 settembre 2021 al 6 gennaio 2021 prorogata al 3 ottobre 2021

Immagine
  faceva a tutte le figure un’aria medesima (G.Vasari, 1568) Silvestro Valeri (Roma, 1814-1902), Madonna con il Bambino , 1862 olio su tela, diam. 65,5 cm Todi, Pinacoteca Comunale ph.Paola Scalise Ogni volta che si varca la soglia di un museo ci si domanda che tipo di mostra ci aspetti al di là di essa, soprattutto se questa è dedicata a Raffaello. Il più amato, studiato, imitato, glorificato e corteggiato pittore di tutti i tempi richiede sempre la massima attenzione per la scelta degli argomenti da trattare. Lo scorso anno la grande mostra che celebrava i cinque secoli dalla sua morte non ha riscosso il meritato successo per via della pandemia ma non si può non riconoscere il grande sforzo dei curatori per radunare le opere più famose all’interno delle sale delle Scuderie del Quirinale. Raffaello 1520-1483 è stata una mostra à rebours in cui il periodo umbro dell’artista era posto, come dovuto, alla fine del percorso. La mostra Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accadem...

GIOTTO NELLA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Immagine
GIOTTO NELLA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI particolare dell'Adorazione dei Magi nelle storie di Cristo, affresco cm 200x185 ph Paola Scalise* Fiumi di parole sono stati scritti nella letteratura artistica su Giotto di Bondone (1267 ca-1337) riconosciuto universalmente come la pietra di paragone di tutta l’arte con l’A maiuscola. Dante, ci racconta Giotto e Cimabue nei famosi passi e Vasari lo segue con aneddoti e novelle, segnalando come suo discepolo il Cavallini. Studi successivi porteranno a dubitare persino che Cimabue fosse suo maestro. Giotto resta nella storia dell’arte italiana un esempio da seguire, un genio, colui che inizierà il filone fiorentino della pittura.   Il maestro in quegli anni non era conosciuto in Piemonte e a Venezia, e fu contestato a Bologna e in Lombardia a quanto riporta Ferdinando Bologna ne  La coscienza storica dell’arte d’Italia (1982), probabilmente ciò si può giustificare per le sue capacità artistiche innovative che attirarono invi...

DA TIZIANO A VAN DYCK - Il Volto del '500

Immagine
DA TIZIANO A VAN DYCK - Il Volto del '500 - TREVISO, Casa dei Carraresi dal 26 settembre 2018 al 3 febbraio 2019  Tiziano, Ritratto di un gentiluomo cinquantatreenne , 1558, olio su tela cm. 114x94 Il volto più sorridente e soddisfatto è di certo quello di Giuseppe Alessandri , il proprietario di tutte le cinquanta opere esposte, tratte dalla sua collezione privata nel giorno della presentazione alla stampa. Un collezionista che da più di sessant’anni acquista e scambia opere d’arte. Una passione coltivata fin da piccolo attraverso l’educazione ricevuta dalla madre in ambito artistico ed accresciuta dall’amicizia con noti storici dell’arte veneta come Carli, Fiocco, Longhi, Pallucchini, Pignatti e Valcanover. Ma è soprattutto con Pietro Zampetti , direttore delle Belle Arti di Venezia che affina il suo gusto da vero intenditore per l’arte antica, da Lotto a Tiepolo.  Giorgione, Cristo portacroce , 1506-1508 olio su tavola, cm 70x58 Il percorso della most...